Sblocca Italia: il frazionamento sarà veloce e meno costoso   12/10/2015  

Sblocca Italia: il frazionamento sarà veloce e meno costoso

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 29 agosto scorso assimila l’accorpamento e il frazionamento immobiliare ai lavori di manutenzione straordinaria

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 29 agosto scorso assimila l’accorpamento e il frazionamento immobiliare ai lavori di manutenzione straordinaria, con iter più veloce e senza costi di costruzione.

Con il decreto Sblocca Italia, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vengono introdotte una serie di misure importanti per quanto riguarda la casa. Tra queste ritroviamo il capitolo riguardante accorpamento e frazionamento immobiliare, che vengono ora assimilati ai lavori di manutenzione straordinaria, semplificando così l’iter burocratico e azzerando gli oneri di costruzione.

Per evitare di pagare l’Imu nel caso di un’abitazione principale, molti proprietari di casa possono decidere di accorpare due appartamenti in un unico immobile. Per chi invece vuole cedere una parte di un immobile troppo grande o dai costi di gestione troppo elevati, si può pensare al frazionamento immobiliare.

Attualmente per questi interventi si richiede il permesso di costruire, con tempi molto lunghi per il rilascio e oneri di costruzione alti, senza dimenticare i controlli che può effettuare il Comune anche in seguito all’avvio dei lavori. Assimilando questi alla manutenzione straordinaria la procedura si semplifica. I lavori di manutenzione straordinaria, infatti, modificando la pianta dell’immobile ma senza aumentarne la superficie utile (ad esempio con l’apertura di una porta), richiedono solo una semplice comunicazione di inizio lavori asseverata, ossia redatta da un tecnico abilitato. L’unica condizione da rispettare è che non si cambi la destinazione degli immobili. Ciò significa che si può frazionare un immobile destinato a civile abitazione in due distinti appartamenti e non in un appartamento e un ufficio ad esempio.  

Ciò significa che al posto del permesso di costruire, anche per l’accorpamento e il frazionamento di un immobile basterà una semplice comunicazione di inizio lavori, che può essere presentata al Comune anche dopo l’avvio dei lavori, ma pagando in questo caso una sanzione. Con questa comunicazione è il professionista (geometra, architetto o ingegnere) che si assume la responsabilità di garantire la regolarità del progetto.

Azzerati anche i costi di costruzione che non sono previsti per la manutenzione straordinaria, ma si dovrà sempre pagare il professionista, la cui parcella varia a seconda della prestazione che viene realizzata (dalla semplice redazione del progetto, alla presentazione in Comune, fino al collaudo delle opere).

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