Il patrimonio residenziale italiano vale quasi 6.090 miliardi di euro, in crescita dell’1,6% rispetto al 2022. Il dato emerge dall’edizione 2026 di «Gli immobili in Italia», online dal 19 ottobre e riferita al patrimonio censito nel 2023, ultimo anno con dichiarazioni fiscali disponibili. La stima comprende abitazioni e pertinenze, tra cui cantine, soffitte, box e posti auto, di proprietà sia delle persone fisiche sia di altri soggetti, come enti, società e istituzioni.

Il volume è realizzato da Dipartimento delle finanze, Agenzia delle entrate e Sogei. Le informazioni provengono da Catasto, Osservatorio del mercato immobiliare, dichiarazioni dei redditi, registro dei contratti di locazione e versamenti delle imposte immobiliari. Il patrimonio residenziale delle persone fisiche vale 5.664 miliardi di euro, quello degli altri soggetti circa 424 miliardi. Le sole pertinenze, considerando tutti i proprietari, valgono circa 377 miliardi. Il valore residenziale complessivo corrisponde a 2,8 volte il Pil.

Come vengono utilizzate le abitazioni

Le persone fisiche possiedono 33 milioni di abitazioni. Circa 20 milioni, pari al 61%, sono utilizzate come abitazione principale; quasi 3,8 milioni vengono affittate e 5,8 milioni restano a disposizione dei proprietari, senza essere locate o utilizzate continuativamente. Dal confronto con i dati demografici dell’Istat risulta che circa il 76% delle 26,6 milioni di famiglie italiane possiede la casa in cui vive. Nel 2020 questa quota superava il 77%, secondo il confronto riportato nella pubblicazione.

La quota di famiglie proprietarie raggiunge l’83% nei comuni non ad alta tensione abitativa e si ferma al 70% in quelli ad alta tensione. A Roma è pari al 68%, mentre a Milano e Napoli si attesta rispettivamente intorno al 59% e al 58%. Quanto alle abitazioni locate, Milano e Napoli presentano quote vicine al 22%; nella Capitale il dato rimane poco superiore al 15%.

Le differenze di valore secondo l’utilizzo

Le abitazioni principali hanno un valore medio di circa 182 mila euro. Per quelle concesse in uso gratuito la media è di circa 157 mila euro; per le case affittate scende a 146 mila euro e per quelle a disposizione dei proprietari a 122 mila euro. Sul territorio, le variazioni dei valori medi rispetto al 2022 comprendono aumenti superiori all’11% a Milano e al 7% a Verona, mentre Napoli registra una crescita del 3,6%.

Un’agenzia può utilizzare il rapporto per preparare una scheda sugli utilizzi delle abitazioni nel territorio di riferimento, da presentare al proprietario durante il colloquio di acquisizione: un supporto per illustrare come si distribuiscono gli usi delle case nell’area descritta dalla pubblicazione.

Fonte: FiscoOggi - Analisi e commenti