Edifici, ampliamenti e piscine rappresentati in modo inesatto nelle mappe catastali possono essere individuati attraverso l’analisi automatica delle immagini del territorio. A Dublino, l’Agenzia delle entrate ha illustrato una procedura che impiega l’intelligenza artificiale per supportare il monitoraggio e l’aggiornamento del catasto nazionale. La presentazione si è svolta durante la conferenza congiunta del Comitato permanente sul catasto nell’Unione europea e della rete Clrken, dedicata all’innovazione delle amministrazioni catastali e cartografiche.

Come vengono analizzate le immagini

Il sistema utilizza tecniche di deep learning e computer vision, con reti neurali convoluzionali applicate alle ortofoto ad alta risoluzione dell’intero territorio nazionale. La segmentazione semantica delle immagini permette di riconoscere i manufatti e segnalare quelli non correttamente rappresentati nella cartografia catastale. Lucio Tropia, responsabile dell’ufficio geomatica applicata al catasto dell’Agenzia, ha illustrato questa evoluzione tecnologica nella seconda giornata dei lavori, descrivendone il ruolo nelle attività di monitoraggio e aggiornamento delle mappe.

Le segnalazioni prodotte dal sistema vengono validate da operatori attraverso una piattaforma dedicata alla fotointerpretazione. Il modello prevede quindi un intervento umano nel processo, indicato con l’espressione “human-in-the-loop”. Questa integrazione tra automatismi e competenze delle persone è stata presentata come una soluzione per coniugare efficienza, accuratezza e rispetto delle regole, nel quadro del regolamento Ue 2024/1689. La validazione umana costituisce un passaggio del procedimento illustrato dalla delegazione italiana.

I benefici prospettati e il confronto europeo

La relazione ha indicato tra i vantaggi attesi una riduzione dei costi operativi e delle verifiche sul campo, una migliore qualità delle banche dati catastali e un contrasto più efficace all’evasione e all’elusione fiscale immobiliare. Sono state inoltre presentate possibili applicazioni future: il rilevamento dei cambiamenti del territorio, il riconoscimento delle colture agricole, l’individuazione delle infrastrutture viarie e l’estrazione automatica dei confini delle particelle catastali.

Il confronto europeo ha affrontato anche la condivisione delle informazioni, l’interoperabilità e l’affidabilità dei registri pubblici. Irlanda e Lituania hanno illustrato i propri percorsi di trasformazione catastale, mentre Moldavia e Grecia hanno presentato attività di digitalizzazione e rafforzamento delle istituzioni pubbliche. Le esperienze di Svezia e Repubblica Ceca hanno riguardato l’equilibrio tra accessibilità dei dati e privacy nei registri immobiliari. La Polonia ha descritto l’integrazione delle risorse geodetiche e cartografiche nazionali in un contesto amministrativo fortemente decentrato.

Per un’agenzia immobiliare, la procedura descritta offre un riferimento da utilizzare nel colloquio con un proprietario che chieda come vengono individuate le differenze nelle mappe: consente di spiegare il percorso che parte dall’analisi delle immagini e arriva alla validazione delle segnalazioni da parte degli operatori.

Fonte: FiscoOggi - Attualità